La professione di Perito Industriale

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La nascita e l’organizzazione della professione di Perito Industriale è avvenuta nel 1923 con la Legge n° 1395 che prevedeva anche la costituzione degli Ordini di Ingegneri, Architetti, Periti Agrari, Geometri, e Ragionieri.

L’iscrizione in tali Albi è obbligatoria e rappresenta una condizione imprescindibile per l’esercizio della professione.
In merito, va rilevato che il R.D. del 1929 è stato oggetto di una sostanziale modifica a mezzo della legge 2 Febbraio 1990 n° 17 che ha istituito e disciplinato l’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di Perito Industriale. Con l’entrata in vigore della Legge 17/90, per l’iscrizione all’Albo dei Periti Industriali sono previsti i seguenti requisiti:

  • Conseguimento del diploma di Perito Industriale
  • Svolgimento della pratica professionale per un periodo di due anni
  • Superamento dell’esame di abilitazione

L’esame di Stato risulta disciplinato dal Ministero della Pubblica Istruzione e adottato, ai sensi della Legge n° 1378 del 1956, con D.M. del 29 Dicembre 1991 n° 445.

Ai Periti Industriali, nell’esercizio della professione nell’ambito della propria specializzazione, è consentito la progettazione, direzione, collaudo, misura, contabilità, estimo e stima di modeste costruzioni civili e semplici macchine nonché installazioni meccaniche, elettriche, elettroniche, chimiche, informatiche, ecc.

La tabella delle specializzazioni

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